Come difendere un assassino

difendere assassinoHo capito veramente quanto sia importante non attaccare e condannare un avvocato grazie ad un’udienza a cui ho assistito.

Si trattava di un importante processo in cui, a seguito dell’avvelenamento causato dagli scarichi di un industria, erano morte numerosissime persone, nonostante l’imprenditore conducesse una vita da nababbo con conti straripanti in paradisi fiscali; quel giorno, prima della discussione, ho visto l’avvocato dell’imprenditore andare verso i parenti delle vittime in giacca e cravatta, espresse la sua piena solidarietà a quelle persone e la sua vicinanza morale, dicendo però che di lì a poco avrebbe indossato la toga, che avrebbe coperto i suoi sentimenti come uomo e avrebbe palesato le sue convinzioni come avvocato: tutti hanno diritto in giudizio alla miglior difesa possibile.

L’avvocato, penalista in particolar modo, è chiamato a svolgere un ruolo costituzionalmente previsto per la difesa del patrimonio e della libertà delle persone. Non sempre si tratta di difesa in senso stretto, in alcuni casi palesemente chiari l’avvocato riveste un ruolo di rappresentante e controllore della legittimità delle pretese accusatorie e del processo.

Anche nei casi di condanna per corruzione, per concussione, per peculato; viene offesa la corretta amministrazione della giustizia. Ma anche quando ci troviamo davanti a reati finanziari, quali la bancarotta fraudolenta, spesso frutto dell’avidità, della volontà di occultare e distrarre somme di denaro rispetto alla loro naturale destinazione. Si pensi a un lavoratore cui non viene pagato lo stipendio per diverso tempo e, solo in un secondo momento, viene a conoscenza delle manovre finanziarie effettuate dal datore di lavoro per far perdere le tracce del denaro.

La casistica è ampia, meritevole indiscriminatamente di una giusta tutela da entrambe le parti.